Enrica Piccoli / Dietro il ruolo da Capitana in Nazionale
Oggi abbiamo l'onore di avere come protagonista la Capitana della Nazionale Italiana di nuoto artistico Enrica Piccoli, scopriamo insieme la sua storia e la sua profonda connessione con questa disciplina.
Chi è Enrica Piccoli e in che modo la sua vita ha a che fare con l’acqua?
Enrica Piccoli è una ragazza di 27 anni, di origini venete. Da anni pratica quello che oggi è conosciuto come nuoto artistico, una disciplina acquatica in cui gli atleti gareggiano attraverso una performance di circa 2–3 minuti, accompagnata da musica e da un tema coreografico.
Quando e come è iniziata questa grande passione?
La passione per il nuoto artistico, allora chiamato sincronizzato, è iniziata da bambina. Sono entrata in acqua a pochi mesi e non l’ho più lasciata. Dopo aver seguito i corsi neonatali e per bambini, all’età di 5 anni mi è stato chiesto se avessi piacere a provare il nuoto sincronizzato, una disciplina della quale non sapevo nulla ma che mi ha affascinata fin da subito.
Da lì il resto è storia: nel 2013 è arrivata la prima convocazione nella nazionale giovanile, seguita dai mondiali juniores e dai campionati europei.
Dal 2017 faccio parte del gruppo sportivo della Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato. Questo mi ha permesso di allenarmi come atleta professionista, avere supporto economico e logistico e conciliare meglio carriera sportiva e vita lavorativa.
Poi sono arrivate le Olimpiadi di Tokyo 2020, disputate nel 2021, tanto attese, e subito dopo Paris 2024, dove ho guidato la squadra come capitana. È stato un cambio importante che ha richiesto nuove responsabilità, soprattutto dopo Tokio...dove ero la più giovane della squadra.
Cosa significa per te l’acqua e qual è il tuo ricordo più bello legato ad essa?
Per me l’acqua è il mio elemento quotidiano. Nelle stagioni sportive mi alleno tutti i giorni per circa 6–8 ore: l’odore del cloro è ormai incorporato nella mia pelle e risentirlo dopo tanto tempo mi fa tornare subito a casa.
Penso soprattutto alla piscina in cui sono cresciuta, anche come atleta: la Piscina Chiara Giavi di Montebelluna.
Qual è stato l’ostacolo o il momento più difficile che hai affrontato durante la tua carriera? E come sei riuscita a superarlo?
L’ostacolo più duro della mia carriera sono state le Olimpiadi di Paris 2024, la mia seconda esperienza olimpica.
Dopo le prime, quelle di Tokyo 2020 (disputate nel 2021), prorogate a causa del Covid e caratterizzate da forti restrizioni, avevo voglia di vivere la mia seconda esperienza olimpica in maniera diversa. Purtroppo non è stato così.
Una grande delusione prestativa ha influenzato anche la mia memoria emotiva e riscoprire la mia motivazione interna nei mesi successivi è stato piuttosto faticoso.
Ti sei da poco cimentata in questa nuova avventura del singolo: come ti sei trovata e cosa ti ha insegnato di nuovo?
Cimentarmi nella disciplina del singolo, dopo anni di esperienza con la nazionale nella squadra, mi ha permesso di vivere lo sport in maniera diversa: lavorare maggiormente sui miei limiti e sulle mie qualità atletiche, ricercando il miglioramento personale ogni giorno.
Che cosa suggeriresti ai piccoli e alle piccole atlete che si stanno avvicinando a questo sport? O meglio, se potessi tornare indietro nel tempo, c’è qualcosa che cambieresti?
Alle piccole e ai piccoli atleti suggerirei di ricercare nei loro allenamenti quotidiani quella voglia di spingersi oltre, di provare, anche sbagliando e a volte fallendo, ma sempre divertendosi. È essenziale per poter andare avanti.
Che cosa ti ha dato questo sport che nessun’altra cosa nella vita avrebbe potuto darti?
Mi ha donato la capacità di sorprendermi delle mie stesse capacità.
Per ultimo, ma non per importanza…
Se dovessi dare un titolo, come se fosse un film o un libro, al tuo rapporto con il nuoto artistico… quale nome sceglieresti?
“Sotto la superficie della mia forza”.
Ringraziamo Enrica per la sua disponibilità e per la trasparenza con cui ha condiviso la sua storia: dalle sue parole emerge quella stessa passione intensa che ritroviamo in acqua ogni volta che si esibisce.
Noi ci vediamo tra due settimane per scoprire qualcosa in più sul nuoto artistico o sul mondo sommerso.
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