Massimo Zarafa / 40 anni sott’acqua


Inauguriamo il 2026 con un ospite speciale, senza il quale probabilmente neanche esisterebbe questo blog. Una persona che ammiro e a cui aspiro, il mio papà Massimo Zarafa.

 

Chi è Massimo Zarafa e in che modo la sua vita ha a che fare con l'acqua?

Massimo Zarafa è una persona che è sempre stata amante dell’acqua e che ha avuto sempre a che fare con essa. Da piccolo ho cominciato facendo le gare di nuoto per poi avvicinarmi al mondo della subacquea, inizialmente solo come passione. Poi ai miei 18 anni sono diventato istruttore e da allora dedico la mia vita alla subacquea. Devo tanto a mio papà Enzo: è stato lui ad avvicinarmi ad entrambi questi mondi, dalla piscina al mare.  



Ti va di raccontarci più nel dettaglio come e quando hai iniziato con le immersioni?

Ho avuto la fortuna di crescere in una città di mare, Genova. Con la mia famiglia uscivamo spesso in barca: mentre mia mamma prendeva il sole, mio papà si immergeva con le bombole e io non vedevo l’ora che tornasse per provare a respirare con il suo erogatore. Gli piaceva essere molto pignolo: solo quando tornava in superficie e appendeva la bombola alla barca tramite un cordino potevo finalmente mettermi la maschera e tuffarmi per provare a respirare sott’acqua. Avevo circa 10 anni e, anche solo facendo le bolle, ero felicissimo. Poi ai miei 12 anni ho fatto le mie prime vere immersioni ottenendo il primo brevetto (Junior Open Water), a 15 anni è arrivato il secondo (Advanced Open Water) che mi ha permesso di scendere a profondità maggiori e poi il Corso Rescue, che ti prepara a gestire situazioni d’emergenza (dentro e fuori dall’acqua). Poi ai miei 18 anni sono diventato Dive Master e Istruttore. Iniziai subito a lavorare come tale e da allora appartengo a questo settore da quasi 40 anni.

Cercherò di riassumere il più possibile per non dilungarmi troppo. Ho iniziato facendo stagioni fuori regione e addirittura all’estero: estati alle Isole Tremiti (Puglia) e inverni alle Maldive. Negli anni 90’ iniziai a lavorare con i miei genitori nel loro negozio di attrezzature subacqueePuffo Sport” a Genova Nervi. Aprimmo anche un Centro Diving nel porticciolo della stessa cittadina, dove ho insegnato tanto come Direttore di Corso (ovvero formatore di istruttori). Dopo diversi anni ho intrapreso una nuova strada come Regional Manager PADI [Professional Association of Diving Instructors, è la più grande organizzazione mondiale di formazione subacquea] un’opportunità che non potevo rifiutare. Ho ricoperto questo ruolo per circa vent’anni, aiutando anche come Esaminatore [colui che dirige e valuta l'esame finale per chi vuole diventare Istruttore PADI]. Dalla fine del 2020 lavoro come Sales Manager per SEAC [Azienda italiana leader nel settore subacqueo dal 1971]. In particolar modo mi occupo dei Balcani, Cipro, Medioriente e Maldive. Continuo comunque, quando possibile, a valutare Esami Istruttori.




Cosa significa per te l'acqua? O meglio, come ti fa sentire?

Mi affascina osservare la vita marina, grande o piccola che sia. Ma ciò che amo di più è la sensazione che provo sott’acqua: silenzio assoluto, nessuno che parla, assenza di peso. Galleggiare nel vuoto. Tutto questo mi libera dallo stress.

 

Che sia in mare o in piscina…

Qual è il tuo ricordo più bello legato all'acqua?

Devo ammettere che il ricordo più bello che ho legato alla subacquea è quando ho portato mia figlia, l’intervistatrice, sott’acqua in piscina. Fuori dall’ambito familiare, non dimenticherò mai la prima volta alle Maldive in cui vidi uno squalo martello e una manta: un’emozione indescrivibile.

Porto nel cuore anche i ricordi legati al nuoto agonistico, quando salivo sul podio, e le prime gare di nuoto sincronizzato di mia figlia, che mi hanno emozionato tantissimo.

 

Torniamo adesso a parlare più in profondità della tua carriera...

Qual è stato l'ostacolo più grande o il momento più difficile che hai dovuto affrontare?

Ogni carriera è fatta di alti e bassi. Forse la cosa che mi ha più deluso, nel ruolo di Regional Manager PADI, è stata l’impossibilità di far comprendere ad alcuni Centri Subacquei quanto piccoli accorgimenti logici potessero portare a grandi risultati. Molti erano testardi, disorganizzati, si lamentavano degli scarsi risultati senza mai applicare i consigli ricevuti. Spesso il tempo che dedicavo loro veniva dato per scontato: spiegavo concetti importanti che venivano ignorati, per poi ricevere le stesse domande pochi giorni dopo.


Quale consiglio daresti a quei giovani che si stanno buttando (letteralmente) in questo settore? O se ti va, c'è qualcosa che cambieresti se potessi tornare indietro nel tempo?

Chi inizia oggi è molto più avvantaggiato rispetto al passato. Io, per esempio, ho cominciato quando i primi centri di subacquea stavano ancora nascendo. Al giorno d’oggi invece esistono istruttori con enorme esperienza dai quali imparare tantissimo: il mio consiglio è stare loro vicino e assorbire ogni insegnamento.

La combinazione vincente è quella tra l’energia di un giovane istruttore e l’esperienza di un veterano. Come si dice: l’unione fa la forza.
È fondamentale lavorare in centri ben organizzati, fare esperienze in luoghi diversi e curare le lingue, che aprono moltissime porte.

Se potessi tornare indietro nel tempo non cambierei nulla, ho solo un unico rammarico come in tanti alla mia età. Mi rendo conto che se aprissi adesso un Centro Diving avendo esperienza come negoziante, dipendente di Centro Diving, dipendente PADI, venditore SEAC e con i tutti i contatti che ho accumulato…saprei gestirlo bene dalla A alla Z. Purtroppo non ho più ne l’età né le energie.


Voi che dite, dovrei leggere tra le righe? Ci sarà un messaggio subliminale da interpretare? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.

Ringrazio Massimo Zarafa (so che siamo su un blog, ma fa strano chiamare il mio papà per nome e cognome) per tutto ciò che mi ha trasmesso, non solo attraverso questa intervista — che mi ha permesso di conoscerlo ancora di più — ma nella vita.

Noi ci vediamo alla prossima storia, seguimi su Instagram (@underwater_angelica) per non perdertela.

A presto! 

  

Comments

  1. Grazie ad Angelica per avermi intervistato e soprattutto per essere una fantastica figlia!

    ReplyDelete
  2. Grazie ad Angelica per questo articolo. Grazie a Massimo, che e' stato il mio course Director nel 2001 . Nutro ancora profonda stima , per lui e per suo papa' Enzo.

    ReplyDelete

Post a Comment

Popular posts from this blog

Lorenzo Montalbetti / Alla ricerca di @lollomarittimo

Fulvia Melis / Al servizio del mare e di chi lo vive